Nico & le Cicloavventure – cap.5 – “La mucca”

10 giugno, 2017

Cap. 5 – La mucca

Mamma, stai tranquilla, non mi sono arreso!

Mi sono fermato in un bar, ho preso una fetta di torta di mele, un caffè macchiato senza zucchero e sono ripartito.
Non so se sia uno spuntino da sportivo ma a me ricorda tanto Jack Kerouac e mi piace, perché così mi sento anche io un poeta Beat sulla strada…

Oggi sotto il sole (e oggi picchia forte) riprovo ad affrontare le prime salite che troverò nella mia missione ciclo-artistica Roma/Lecco (e che l’altra volta mi hanno sfinito).
Nelle orecchie risuona ancora Gipsy Queen di Van Morrison
che ho ascoltato stamattina mentre facevo colazione.

Sono ripartito perché in fondo penso che le cadute di cui dicevamo vadano rischiate ed affrontate, meglio cadere con gioia che stare sicuri nella monotonia. No?

Quindi, mamma, se casco di nuovo sappi che sono cascato con gioia!

Sí, perché io in realtà la mia caduta (e spero che sia l’unica e non la prima!) l’ho già fatta.
Erano le 7 di mattina e pedalavo allegro su via di Decima, bagnata dalla pioggia della notte, e nella mia allegrezza ho allegramente sottovalutato una curva a sinistra.
Da allora mi piace pensare che via di Decima si chiami “via della Caduta Inaspettata”.

Il signore che mi ha soccorso voleva portarmi all’ospedale ma io, animato da un ottuso spirito eroico, mi sono coperto le ferite con uno straccio, sono montato in sella e sono ripartito.

Ora mi fa male ancora un po’ un dito (spero che non mi dia problemi in futuro per suonare!), mi sono completamente rimarginato e mi porterò due cicatrici sulla mano destra come ricordo di tutta questa avventura ciclistica.

C’era una volta un contadino che durante la carestia ha chiesto aiuto al suo Dio, che in tutta risposta gli ha fatto morire la mucca.
Il contadino allora si rivolge arrabbiato al suo Dio e questi gli risponde che lo ha aiutato, perché al posto della mucca sarebbe dovuta morire la moglie.

Questa storia mi ha cambiato la vita.

Da questa storia ho imparato a veder le cose modo diverso.
Al contrario.
Quando qualcosa non va immagino che sia un modo per graziarmi da qualcosa di peggio…
Per esempio, il giorno che mi hanno rimosso la macchina a Viale Marconi, dopo due minuti di nervosismo atroce, mentre andavo a sborsare 175 € al deposito, ho pensato che forse era un dono perché altrimenti avrei avuto un terribile incidente.
E il giorno che sono caduto dalla bicicletta ho pensato che ero fortunato a non essermi rotto niente e che quell’incidente era un avviso per farmi stare più attento in futuro.
Infatti poi mi sono comprato il casco e di guanti!
E ora rallento in curva!

Forse è facile per me perché nella vita sono sempre stato abbastanza fortunato.
O forse sono stato fortunato perché ho cercato sempre di vedere le cose così.
Questo non lo so.
Però ogni volta che succede qualcosa cerco di pensare che mi è solo morta la mucca!

Ora spero che la fortuna mi assista anche in questo improbabile viaggio in bici da Roma fino a Lecco, che non mi faccia lo sgambetto, che me lo riempia di tante persone e tanti artisti interessanti e che, come piace a me, buttandomi in questa cosa a casaccio e senza pensarci troppo io incontri un sacco di cose nuove e soprattutto mi ri-incontri un po’…

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