Nico & le Cicloavventure – cap. 3 – “Mutanti urbani”

24 maggio, 2017

Cap.3 – Mutanti urbani

Non sono impazzito!
Ha sempre a che fare con l’arte.

Non mi è venuta una fissa sportivo/salutista, ma voglio attraversare l’Italia, dal luogo dove vivo a quello dove son nato per cercare di raccontare il più possibile dei luoghi, delle persone, dell’arte e degli artisti che incontrerò.
Che incontrerò.

Comunque, dicevamo, il primo grosso step è sopravvivere a quello sport estremo che è il ciclismo a Roma!
Perché in fondo sopravvivere in città, a pensarci bene, è la cosa in realtà più innaturale per l’essere umano, in particolare a Roma.
Infatti la selezione naturale della viabilità capitolina sviluppa esseri umani prossimi a mutanti.

Tipo il motociclista, che con riflessi degni di un ninja schizza, svicola, vola, schiva cofani e portiere di auto impegnate in improponibili manovre tipo la inversione a U in tangenziale o il sorpasso con due ruote sul guardrail.
O l’automobilista, che può scegliere se diventare un collerico mostro urbano (una sorta di Hulk in scatola) o una specie di monaco Zen che con la meditazione impara a contemplare le ore fermo in colonna o le mutevoli congiunzioni astrali che generano e dissolvono la improbabile probabilità quando sei alla ricerca di un parcheggio.
Oppure il pedone, smarrito viandante pellegrino, il passeggero fermo alla fermata (praticamente un asceta che fa della rinuncia il centro della sua esistenza) o i folli disperati che si gettano su mezzi improbabili tipo roller o skate.
In tutto ciò il ciclista capitolino è l’essere peggiore e sviluppa la sfrontatezza, il coraggio e l’incoscienza di un vero e proprio Kamikaze.
Forse ha ragione Hulk-in-scatola quando cerca in tutti i modi di metterlo sotto.

Ma stavo dicendo dell’incontro.
L’INCONTRO voglio che sia il centro di tutto questo viaggio e qui
voglio cercare di raccogliere e di raccontare tutto quello e tutti quelli che incontro.
Per questo ho pensato di programmare il meno possibile e di affidare il più possibile quello che succederà a chi vorrà in qualsiasi modo aiutarmi a farcela e alle persone che, da oggi e dal giorno della partenza a quello dell’arrivo, incontrerò.

Pedalate con me?

(p.s. se qualcuno volesse farlo può raggiungermi davvero, Antonello per esempio ha detto che verrà a fare una tappa!)

Intanto io mi alleno, tra una canzone e l’altra, e cerco di capire come funziona questa cosa di andare in bicicletta!

Riuscirò a capirla davvero? O forerò a metà strada?
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#nicoelecicloavventure

Videocapitolo 3: