Diana
Testi
Diana

Tu rimani un po’
e aspetta che
svegliandomi ti dica
non sei servita a nulla neanche tu

ma ti chiedo poi
rimanda tutto quel che puoi
lasciam che il mondo pensi ai fatti suoi

tanto andare a ballare
non ti salverà
tanto piangere o ridere
non cambierà
tanto fare l’amore
non ti basterà
quando è sabato sera.

Tu rimani qui
e aspettami
nei miei lunghi silenzi
negli argomenti che non tratto più

poi raccoglimi
risvegliami
sul fondo dei miei sogni dormi tu

tanto stare a guardare
non mi cambierà

tanto piangere o ridere
come si fa?

mi avveleni il bicchiere
con facilità
ogni sabato sera

bambina nata all’ombra
di una stella americana,
Diana.

Tanto starci a aspettare
non ci rivedrà
insieme a piangere e ridere
come si fa
quando hai fatto l’amore
con tranquillità
tanto oggi è domenica

bambina nata all’ombra
di una stella americana,
Diana
Diana

In questo grande circo detto mondo tu sei mia
che affronto ritenerti la mia grande acrobazia!

Diana
Diana

Testi
Faccia di luna

Il mondo dorme attorno ai suoi problemi
non si sente più un rumore
sogna e fuma la città

il cielo l’accarezza ed i suoi semi
sono stelle luminose
sparse nell’immensità

nulla splende e brilla come te, viso di luna
che mi vieni a svegliare…

la notte guarda in basso e vede il mare
c’è una nave e il suo rumore
l’abbandona in una scia

s’insinua nel suo letto e poi per ore
si diverte ad ascoltare
poi ridendo fugge via

mentre
nulla mi sorride come te, luce di luna
che mi vieni a guardare
nulla, non dir nulla perché lei
non si deve svegliare

guarda, nulla splende come te, luce di luna
e non ti posso guardare
svanisci o resta dove sei, faccia di luna
mentre ti vorrei bere

la terra è una cazzata silenziosa
è una bestia che riposa
il silenzio è la sua sposa
una carezza velenosa

parla, luna triste come me
che mi vieni a ascoltare

il mondo è una conchiglia addormentata
un baco avvolto nella seta
dorme e non si sveglierà

il sonno custodisce come feti
tutti i piccoli segreti
che il domani non vedrà

nulla splende o brilla come te, piccola luna
che mi vieni a svegliare…

Testi
Il Ratto (ritratto)

Sono il Ratto
un artefatto di superba qualità,
non perfetto ma lo ammetto
ho molta personalità

io sono libero, non giudico, non predico e non ho molto da far…

sono affascinante
e questo è chiaro ed evidente a tutte quante
non ti stupirai
se non mi va di perder tempo assieme a voi

io sono libero, non pratico, non medito
non cerco verità
io non mi limito, non milito, non recito
e non faccio pianobar.

Sono il Ratto e, con rispetto,
giudicando il vostro aspetto
non vi trovo proprio tanto
di divino e di perfetto

seppur non per far dispetto
me ne vado e non vi aspetto,
troppi criticano il fatto
di girare con un ratto.

 

Solo un ratto
non ho scelto di sapere quel che so,
pressochè perfetto,
condivido raramente quel che ho

sono infantile, amo impiegare le mie ore poetando a non finire

sono un ratto bianco
ed ora sono stanco di parlar

io sono sadico, sardonico, satirico, simpatico
pratico, platonico, preciso e un po’ lunatico
ti vedo timido e dispotico, patetico e nevrotico
io sono stupido e poetico
ma magnifico e magnetico.

Niente di anormale
semplicemente un sex appeal fenomenale.

Sono schietto e sempre detto con rispetto
non accetto questo fatto
di parlare assieme a un ratto.

Non ho affatto detto”ratto”
ho detto
smetto di fumar.

Testi
Nel mio pensiero morbido

Io sono segreto a me stesso
perdono se spesso mi perdo
in dettagli di vita o inseguendo una nota
che sento
nel vento

Perdono se spesso ti chiedo perdono
se non sto a sentire
non so recitare né finger d’amare
che tanto
lo canto

Ti sorrido intanto
il vento gioca un po’ più in là.

E affondo davanti al tuo viso
confondo, se accenna un sorriso,
la neve col sole
le tante parole e i racconti,
m’incanti

Perdono se poi mi incupisco
perdono se un re mi rattrista

ma sono
segreto confesso
risuono in fondo a me stesso
di rime rubate, parole svanite
rinchiuse da ninfe sfiorite in un coro che dà

celebrità
(senilità)

Tu sorridi intanto
il tempo non ritornerà

L’invidia e l’incanto
il tempo non ti cambierà.

Testi
NicoTina

RuRa RuRa RuRa RuRa RuRa RuRa

 

Papparapa Pa Papparapa PaPa

 

Papparapa Pa   PaPaPa Pa

Nico Maraja unisce la parte migliore della tradizione cantautorale italiana ad una scrittura compositiva stilisticamente attuale: ritmo e malinconia, passione e disincanto si fondono in uno stile poliedrico ed elegante; un tessuto pop arricchito di sfumature jazz completano il tutto, rendendo Nico Maraja un artista a tutto tondo, profondo e complesso, sicuramente da scoprire.
Un Cantautore, quasi un cantastorie, che ama perdersi e ritrovarsi in situazioni che evocano nitide le immagini del mondo circostante; immagini che attendono soltanto di essere condivise, alcune volte malinconiche, altre spensierate, in alcuni casi deludenti e comunque mai prive di quella sana, quanto velata ironia che lo stimola a reinventarsi ogni giorno.
Ciò che differenzia questo artista da altri suoi colleghi, è il riuscire a dare ai suoi live la sua propria e nuova impronta. Le sue performance sono dei veri e propri Spettacoli, con gli umori e i colori tipici di un’esibizione teatrale, concerti per le orecchie, gli occhi e l’immaginazione.

L’album “Diana” è un viaggio con la V maiuscola, alla ricerca dell’amore, o forse di un obiettivo personale dell’autore così come di coloro che lo ascoltano, ognuno con le proprie speranze ed i relativi ostacoli :

Marco Polo è il personaggio che ci racconta di Diana, che parte assieme a noi per andare a ritrovarla.
Luce Nera è lo sfogo di qualcuno che seguiva una Luce, che poi ha perso….
Tango è un amore da balera, la canzone che parla dell’accorgersi di non aver capito, di aver frainteso e della scelta di abbandonarsi a tale fraintendimento.
Seta è un brano dove le parole esistono solo come suono, una tappa meditativa del viaggio.
Faccia di Luna è una passione nascosta nel buio della notte, una passione forte ma impossibile e che alla fine rimane un segreto.
Nel racconto Diafana Diana invece, il narratore, o Marco Polo, riprende tutti i temi del disco per ritrovarli nella propria stanza.
Radiazioni è l’idea folle di un personaggio folle, che si diverte della propria idea bislacca!
Ne Il Gioco dell’Assenza i protagonisti si rendono conto di esser lontani pur essendo vicini e di come questa cosa accada mentre a volte succede l’opposto.
Il Ratto è un personaggio strambo e non propriamente amabile che va peró fiero del proprio vivere ai margini, un momento di ribellione.
In Mangio Sapone qualcuno sta male (o cerca di guarire?) “dentro ad un letto bianco”, che sia una fase catartica?
Neve nel Marzo ’73 è un ricordo suonato da un vecchio grammofono, l’attesa di qualcosa che forse non tornerà più…
E finalmente conosciamo e ritroviamo Diana, che qui è una storia sofferente di un amore che vuole rinascere…